
Riki Massini...
”… Sono i musicisti come lui, come Spencer Bohren e come Angelo "Leadbelly" Rossi tanto per fare alcuni esempi, quelli da cui prendere spunto. Persone cioè che quando salgono sul palco sanno cosa fare, e non presentano mai al pubblico lo stesso spettacolo due volte."
Il Blues
"One of Italy's finest blues guitarists, and a fantastic and generous friend. A truly excellent and gifted player, his feel for the blues is unique and he is a pleasure to play with: always a treat."
Mick Abrahams
- Sounds great, a very impressive 'As the Crow Flies', the 'talking' guitars are lovely, great stuff, Rory would love them too !
You've made a wonderful version of Rory's "Edged in Blue", and I enjoyed listening to your version with the 'slide' on the outro too.
Your keyboard playing is great with terrific tones - the late Lou Martin would have approved ! "Donal Gallagher
Riki Massini è un ragazzo cresciuto nella musica, che vive per la musica. Gli piace starsene in disparte. Non lo noti, non lo senti, non si atteggia, ma quando sale sul palco la storia cambia. Eccome. E’ difficile poterlo etichettare e, forse, nemmeno lo vorrebbe Riki che, comunque, un idolo pure lui ce l’ha. Ed è uno di quei personaggi scomodi che, come lui, voleva suonare e non atteggiarsi a star come tanti suoi colleghi.
Questo personaggio era il mai troppo compianto Rory Gallagher, con la famiglia del quale il nostro Riki ha stretto un legame di amicizia. Dalla piccola Biella a Cork, nella verde Irlanda, dove Riki è amato e apprezzato e dove la sua storia musicale ha lasciato un segno.
Non a tutti capita di potersi esibire nella patria di Gallagher e, tantomeno, di poter apparire ad una delle più importanti emittenti radiofoniche mondiali: la BBC, voluto da Alan Thompson per il suo Show. Ma Riki Massini non è un clone del famoso chitarrista irlandese, ha solamente attinto alcuni segreti per creare le propria personalità musicale fatta di corposo rock blues, sia elettrico che acustico, dove ogni sera è una nuova esperienza e ogni concerto diverso da quello precedente. Questo lo fanno quelli bravi sul serio che si vogliono divertire suonando.
Che sia la National, suonata in fingerpicking, o l’adorata Stratocaster, con la quale incendiare le sue esibizioni, un concerto di Riki Massini è un’esperienza che lascia il segno. “One of Italy’s finest blues guitarists, and a fantastic and generous friend” così lo definisce Mick Abrahams che di chitarristi se ne intende, lui che la storia del rock mondiale l’ha fatta coi suoi Jethro Tull, la famosissima band inglese dalla quale proviene il batterista Clive Bunker che spesso divide il palco con Riki, anche questo a conferma della bravura del nostro artista. Popolare in gran parte dell’Europa che conta nel giugno 2016 Riki è stato invitato come rappresentante italiano al Chicago Blues Festival dove ha potuto esibirsi in più episodi al Grant Park Jackson & Columbus in quello che, forse, è il più importante blues festival del mondo. Tutto questo a sancire una carriera sempre in crescendo con i giusti passi e la consapevolezza di quello che si vuol fare: una vita per la musica.
Ha collaborato con musicisti di fama internazionale come Gary Pickford Hopkins (Rick Wakeman, Wild Turkey), Louisiana Red, Tommy Emmanuel, Paul Jones (The Blues Band), Graham Walker (Gary Moore), Glenn Cornick (Jethro Tull, Wild Turkey), Johnny Gallagher e molti altri. Attualmente attivo con la leggendaria band di Rory Gallagher: Gerry McAvoy al basso e Brendan O’Neill alla batteria.
You'll always be here to stay - Presentazione del disco
Dopo quindici anni di attività in tour al fianco di Clive Bunker, storico batterista dei Jethro Tull, Riki Massini aggiunge un nuovo capitolo al proprio percorso artistico. Da un paio d’anni infatti, il chitarrista biellese collabora con alcuni musicisti che hanno segnato in modo profondo la storia del rock e del blues europeo, a partire da Gerry McAvoy, bassista di Rory Gallagher.
Un contesto musicale di alto profilo, costruito su relazioni nate sul campo e consolidate nel tempo. Da questa collaborazione prende forma “You’ll Always Be Here To Stay”, album disponibile su tutte le piattaforme digitali, vinile o CD.
Il disco raccoglie materiali e influenze maturate negli ultimi vent’anni di attività live e discografica, e si sviluppa attraverso una rete di contributi internazionali. Accanto a Massini figurano Clive Bunker e Gerry McAvoy, Brendan O’Neill - batterista storico di Gallagher - Dave Cowan all’organo Hammond dei Band Of Friends, con fiati registrati in Africa e un lavoro di mix e mastering curato in Inghilterra al Principal Audio Studio di Jim Griffiths. Tra gli altri collaboratori compaiono anche il bassista Beppe “Pep” Amato e Federico Pancera alla batteria.
Il progetto nasce come espressione di un linguaggio personale che assorbe e rielabora suggestioni precise. In questo senso si inserisce anche l’utilizzo di una delle chitarre appartenute a Rory Gallagher, la mitica Danelectro Bellzouki. Un passaggio significativo, vissuto come esperienza musicale e umana, più che come elemento simbolico. Il titolo dell’album rimanda al tema dell’assenza e della memoria. La canzone da cui prende il nome racconta la percezione di chi si confronta con la mancanza di una persona cara, lasciando volutamente all’ascoltatore uno spazio interpretativo libero. Il riferimento a Rory Gallagher attraversa il disco come influenza costante, senza diventare mai citazione diretta o operazione celebrativa. Anche l’aspetto visivo segue questa linea narrativa. La copertina è una fotografia scattata a Swansea, in Galles, durante un tour: un’immagine dal tono raccolto e malinconico, scelta per coerenza con l’atmosfera del lavoro. Il retro dell’LP ripropone la stessa scena da una prospettiva leggermente diversa, come una naturale prosecuzione dello scatto principale.
Il lavoro di Riki Massini si inserisce in una traiettoria costruita nel tempo, tra studio, palchi e collaborazioni nate fuori dai confini nazionali. You’ll Always Be Here To Stay restituisce l’immagine di una musica che viaggia, si confronta e si trasforma, mantenendo un legame saldo con le proprie radici. Un progetto che guarda all’estero per linguaggio e relazioni, ma che continua a prendere forma anche attraverso momenti di condivisione e approfondimento, a conferma di un’attività artistica che si muove su più livelli.
Sul Buscadero di maggio 2026, Mauro Zambellini descrive l'ultimo album di Riki così...

Riki Massini per WOODinSTOCK:
- WOODinSTOCK 2018 Sabato 21 Luglio con la Bonus Track Band comprendente per l'occasione anche Clive Bunker (già batterista dei Jethro Tull), Pep Amato Raines (basso) e Paolo "Silver" Silvestri (Hammond)
- WOODinSTOCK 2026 Sabato 25 Luglio per il Buscadero Day con la collaborazione di Roberto Bongianino























